Masterclass

28
Feb
2010
Luca Olivieri

Signifer et cornicem

Stampa
PDF
3.0/5 (1 vota)

Thumbnail imageUna macchina da guerra collaudata, perfettamente organizzata e straordinariamente efficiente. Questo era l’esercito legionario, il formidabile strumento attraverso cui la civiltà romana poté estendersi a tutto il bacino mediterraneo, dal Portogallo alla Siria, dalla Scozia all’Egitto, lasciandovi un’impronta non più dimenticata.

Per quasi mille anni le legioni di Roma seppero adattarsi ai nemici più diversi e affrontarono le tattiche belliche più disparate: le cariche furiose e selvagge dei barbari d’Occidente (Galli, Britanni, Germani) e gli attacchi ordinati e compatti delle falangi greche; le scaramucce improvvise dei guerriglieri Celtiberi e le evoluzioni esemplari degli eserciti di Annibale; la cavalleria catafratta dei Sassanidi e le schermaglie veloci e devastanti degli arcieri Parti.

 Dati non corretti? Inviaci la tua segnalazione

28
May
2010
15
Sep
2010
21
Sep
2010
12
Dec
2010

MAMELUCCO: Abukir, 25 luglio 1799

Stampa
PDF

Note storiche di Paolo Di Marco


Thumbnail imageIl figurino rappresenta un mamelucco schierato con i Francesi nell’estate del 1799, al tempo dello scontro (terrestre) di Abukir. Un convertito della prima ora, in pratica! Non furono pochi, infatti, i mamelucchi che, dopo la battaglia delle Piramidi dell’anno precedente e la sconfitta di Murad Bey compresero che il vento era mutato anche in Egitto e che per l’arte della guerra c’erano maestri nuovi e migliori  dei loro capi. Il figurino testimonia questo fase di transizione. Fra due anni, nel settembre del 1801, qualche centinaio di esponenti di questa fiera e orgogliosa casta militare dominante in Egitto deciderà addirittura di emigrare in Francia e sarà inquadrata fra i soldati della Guardia di Napoleone. Il soggetto indossa l’abito tradizionale (destinato a restare praticamente immutato anche dopo il passaggio fra le truppe d’elite dell’Imperatore) ma qualche influenza francese già si vede, come nella scelta del lungo piumetto e nella pelisse in pelle di leopardo.  

Autocarro SCAT

Stampa
PDF
Articolo liberamente tratto dal nr 1 maggio 1998 della rivista Mezzi Corazzati

Thumbnail imageDurante la Prima Guerra Mondiale, nacquero e si svilupparono i primi reparti motorizzati, destinati ai rifornimenti, trasferimenti e logistica delle truppe al fronte. In quel contesto trovarono una collocazione significativa e determinante i primi autocarri, che rappresentarono una svolta nelle operazioni belliche.

Tra questi troviamo l’autocarro SCAT da 2000 kg che andremo a descrivere durante le varie fasi di costruzione.

L’autocostruzione rappresenta sicuramente un settore del modellismo veramente affascinante. Questo perché, durante l’evoluzione del modello giorno dopo giorno, ci si rende conto di quanto questo diventi appassionante, oltre agli stimoli che ne derivano per raggiungere il completamento del modello stesso.

Rivista Focus Storia WARS

Stampa
PDF

Thumbnail imageDopo più di sei mesi dall’uscita del primo, ecco finalmente in edicola il secondo numero di Focus storia WARS, soldati e battaglie nei secoli.
Nell’editoriale, il direttore Marco Casareto annuncia d’ora in poi una periodicità bimestrale della rivista. Segno che, dopo l’uscita test dello scorso inverno, replicata nel mese di giugno, sono stati verificati i presupposti, a livello d’interesse e di vendita, per dar vita ad una pubblicazione con una periodicità accettabile e congrua. Viene proposto anche l’abbonamento al costo di 26,5 euro per un anno (35,40 per due anni). Le intenzioni, quindi, dovrebbero essere serie…

Ma come si presenta questo numero?

Uniforme dei Meharisti Libici (1923-1936)

Stampa
PDF

Redazione del testo Piero Crociani
Testo ed illustrazioni tratte dal libro:
“Le uniformi delle truppe coloniali libiche”

I quadri sono di Alberto Parducci
(http://www.albertoparducci.it)

Thumbnail image

Il particolare ambiente geografico della Libia rese necessario, subito dopo l’occupazione costiera da parte degli Italiani, l’impiego di truppe speciali in grado di muoversi e di combattere nelle zone desertiche dell’interno.
Vennero perciò costituiti dapprima degli squadroni “meharisti” (così chiamati dal nome del dromedario da corsa “mehara”) e delle compagnie dette “leggere miste”, poi, a seconda delle necessità del momento, delle unità via via più complesse, delle formazioni “pluri-arma” miste di fanteria, cavalleria e artiglieria.