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IL BUCINTORO
Per le cerimonie solenni i Dogi utilizzavano una splendida nave da parata, detta BUCINTORO
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L'ultimo Bucintoro, la nave da parata su cui saliva il Doge di Venezia per celebrare lo sposalizio del mare e in occasioni di altre grandi manifestazioni, risale al XVIII secolo.
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Nel 1719 "le loro Eccellenze, i Sovraintendenti e i Patroni dell'Arsenale", decisero di sostituire il vecchio Bucintoro con una nuova e più lussuosa imbarcazione.
Il progetto fu affidato a Stefano Conti, mentre la doratura fu affidata a un certo Zuanne D'Adamo.
Il progetto previde di incorporare alcune strutture e sculture della vecchia imbarcazione nel nuovo Bucintoro.
Malgrado ciò, e sebbene l'Arsenale di Vnezia fosse alquanto noto per la rapidità con cui realizzava le commesse, ci vollero ben 10 anni perchè l'opera venisse alla luce.
Il giorno dell'Ascensione del 1729 il Doge Alvise Mocenigo celebrò sulle acque della laguna il secolare rito dello sposalizio del mare, durante il quale veniva gettato in mare un simbolico anello nuziale d'oro per sancire il matrimonio tra Venezia e il mare.
Quell'anno fu pubblicata una breve composizione poetica di Antonio Maria Luchini che decantava il Bucintoro e ne descriveva le caratteristiche costruttive: era lungo 37,70 mt - largo 7,50 ed il cassero, dove prendevano posto olDoge e la corte, era posizionato a ben 6 mt dal livello dell'acqua.
Era sospinto dalla forza di 168 rematori (4 per remo + le riserve) e l'equipaggio era di 40 marinai.
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Esistono alcune antiche riproduzioni del Bucintoro da cui si possono trarre ulteriori informazioni sul natante
Vi sono state riproduzione dei diversi Bucintoro costruiti, dell'ultimo esistono due modelli, il primo lo si può vedere presso il museo Correr di Venezia; |
mentre il secondo è ospitato nel Museo Storico Navale di Venezia.
Quest'ultimo fu eseguito nel 1834 da Pietro Manao (uno dei vecchi artigiani dell'Arsenale) su ordine del vice ammiraglio della Marina Austriaca Amilcare Paolucci delle Rocole, corrisponde perfettamente alle raffigurazioni pittoriche dell'epoca.
L'ultimo Bucintoro fu distrutto da Napoleone che, firmato il trattato di Campoformido (17 ottobre 1797), prima di consegnare Venezia agli Austriaci, decise di smantellare la nave da parata.
Il 9 gennaio soldati francesi, muniti di asce, irruppero nell'Arsenale e "presero a ridurre in piccoli pezzi tutte le sculture in legno dorato" ammucchiando i rottami nell'isola di San Giorgio Maggiore per poi bruciarli al fine di recuperare anche il poco oro delle dorature.
Il resto dello scafo, tagliato al livello del ponte inferiore, fu trasformato in batteria galleggiante e venne ribattezzato con il nome di "HIDRA".
Venne impiegato come difesa del porto del Lido e nel 1824 demolito. |