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Guide
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base

Una serie di articoli per spiegare le tecniche di base
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History
Documentazione
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Una serie di schede sulle navi più famose della storia.

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I LEGGENDARI MAS


Il naviglio veloce d'attacco è uno speciale tipo di unità navale che richiede un equipaggio particolare.

La Marina Militare Italiana aveva sperimentato piccole unità dotate di siluri antecedentemente alla prima guerra mondiale, dato il suo notevole interesse a impiegare tale naviglio nel Mare Adriatico contro la flotta dell'impero austro-ungarico.

Numerosi civili, pieni di entusiasmo, nel 1915 costituirono un Corpo Nazionale Volontari Motonauti, i quali impiegavano le proprie imbarcazioni per pattugliare la costa, in attesa che fossero disponibili le piccole unità, armate di siluro, appositamente costruite dalla Società Veneziana Automobili Nautiche (SVAN).

Le prime furono chiamate Motobarche Armate SVAN o MAS, ma nel 1916 il significato di questo acronimo subì una modifica, venendo ad assumere quello di Motoscafo Anti Sommergibile, perché alla funzione primaria di queste piccole unità si aggiunse il compito di attaccare i sommergibili; alla loro produzione vennero adibiti ulteriori cantieri navali.

La maggior parte dei MAS aveva una lunghezza di 15 – 30 mt e raggiungeva un equipaggio di 8 uomini, perfettamente addestrati, erano organizzati in flottiglie comprendenti fino a 60 unità, ma per le missioni caccia operavano in coppia.

Alcuni MAS vennero dotati di un motore elettrico ausiliario che, essendo meno rumoroso di quello

Principale, a benzina, consentiva un più silenzioso avvicinamento al bersaglio.

Nell'estate del 1918 il MAS 15, comandato dal tenente di vascello Luigi Rizzo, che nel dicembre dell'anno precedente aveva affondato con il MAS 9, la corazzata austriaca Wien, avvistò del fumo che ritenne emesso da cacciatorpediniere nemici.

Con l'aggressività tipica delle missioni offensive dei MAS, Rizzo andò all'attacco assieme al MAS 21 e, dopo aver assunto la direzione della manovra delle sue unità, emersero le sue doti di marinaio di piccole imbarcazioni.

Nella foschia del primo mattino, mantenendo la velocità stabile di 12 nodi, si insinuò inosservato, non nel bel mezzo di una flottiglia di cacciatorpediniere (come aveva immaginato), ma all'internodello schermo difensivo delle due modernissime corazzate Tegetthoff e Szent Istvan.

Il MAS 15, su cui Rizzo era imbarcato, lanciò due siluri che colpirono a mezzanave  la Szent Istvan facendola affondare.

Quindi i MAS si allontanarono alla velocità massima di 24 nodi, riuscendo a sottrarsi al nutrito fuoco delle torpediniere nemiche.

Alla fine della prima guerra mondiale erano in servizio 350 MAS, nei riguardi dei quali lo Stato Maggiore continuava a nutrire un forte interesse.

Negli anni fra le due guerre, i motori a benzina per imbarcazioni furono notevolmente perfezionati, specialmente per opera della società Isotta Fraschini; vennero adottati grandi alesaggi, corse limitate dei pistoni e medio numero di giri, migliorie che permisero di raggiungere alte velocità e di superare i 40 nodi nelle acque costiere.

Tali motori furono installati sui MAS dal 501 al 525 e poi sulla serie da 526 a 550, che avevano uno scafo un po più lungo.

I MAS erano realizzati con ossature in legno e carena a doppio scalino, ma sui MAS 525 e 550 e sui primi quattro della successiva serie 551-564 venne sperimentata la costruzione in metallo.Queste unità erano in realtà poco manovrabili con il mare mosso e relativamente poco armate per le missioni offensive, poiché disponevano di una sola mitragliera, bombe di profondità e di due siluri, ma lo Stato Maggiore aveva grande fiducia nell'addestramento e nell'abilità dei loro equipaggi.

Inoltre, la Marina Militare Italiana cercava di trarre prontamente vantaggio dall'eventuale superiorità tecnica di altri paesi.

Era, per esempio, abbastanza chiaro che le S-Boote  (schnelle-Boote) germaniche erano tecnicamente superiori, però i Tedeschi erano poco propensi a cedere la loro tecnologia ai propri alleati; ma nel 1941, dopo la conquista della Jugoslavia la Marina Italiana venne in possesso di 6 unità tipo S-Boote, che la Reale Marina Jugoslava aveva ottenuto dalla Germania tra il 1936 e il 1939.

Ne furono costruiti 39 esemplari che vennero dotati di motori Isotta Fraschini.

Le prestazioni dei MAS e delle motosiluranti MS durante la seconda guerra mondiale ebbero risultati alterni.

In alcuni casi, quale la distruzione dell'incrociatore britannico Capetown nell'aprile del 1941 nel Mar Rosso a opera del MAS 213, questi mezzi poterono operare con successo come nel passato, ma due eventi concorsero a rendere loro la vita difficile: il radar (che poteva localizzarli nelle notti più buie e nella nebbia più fitta) e l'aviazione, poiché la mitragliera e il cannone degli aerei da caccia erano in grado di distruggerli nel caso in cui fossero individuati.

Gli scontri intorno a Malta dal 1940 al 1943 rivelarono tutta la debolezza e tutta la forza dei MAS e delle MS.

Nell'agosto del 1942, essi furono impiegati per attaccare il convoglio Pedestal.
La possibilità che Malta continuasse a sopravvivere come base dipendeva dall'arrivo dei rifornimenti affidati a quel convoglio e specialmente del combustibile trasportato dalle petroliere Ohio e Santa Eliza.

Quando i 15 mercantili del convoglio lasciarono Gibilterra, erano scortati da 45 navi da guerra.

L'attacco cominciò subito: la portaerei britannica Eagle fu affondata da un sommergibile tedesco poco dopo la partenza. Non appena il convoglio, nella notte del 13 agosto, si avvicinò al braccio di mare tra la Sicilia e Capo Bon, sulla costa tunisina, la MS 16 e la MS 22 andarono all'attacco.

In parte nascoste dal relitto del cacciatorpediniere britannico Havock, le due piccole unità riuscirono a colpire l'incrociatore Manchester, che alla fine si autoaffondò.

Poi il MAS 552 attaccò e silurò il mercantile Rochester Castle, sfuggendo al pesante fuoco nemico.

Nel frattempo la superficie del Mediterraneo venne rischiarata dai proiettili illuminanti e dai riflettori; le motosiluranti MS 23 e MS 25 furono localizzate e costrette ad allontanarsi sotto un fuoco intenso, ma la MS 31 silurò la nave mercantile Glenorchy, mentre il MAS 564 entrò nella mischia e affondò il piroscafo Wairangi.

Il MAS 564 affondò, in collaborazione con il MAS 553 il mercantile Almeria Likes, mentre il MAS 557 colpì il Sanata Eliza, che fu affondato il giorno dopo da aerei tedeschi.

Anche la petroliera Ohio fu colpita, ma, sebbene gravemente danneggita, alla fine riuscì ad entrare alla Valletta, grazie all'aiuto di due cacciatorpediniere.

Gli avvenimenti mostrarono, dunque, che la fiducia che la Marina Italiana aveva riposto sulle unità veloci d'attacco e sui loro equipaggi era pienamente giustificata.


Dati tecnici


MAS 555

Dislocamento: 28 t.
Lunghezza:18,7 mt
Larghezza:4,7 mt
Pescaggio:1,5 mt
Propulsione:2 motori a benzina Isotta Fraschini per una potenza di 2.300 hp.
Velocità massima:43 nodi
Armamento:una mitragliera da 20/65 mm, 2 siluri da 450 mm, 6 bombe di profondità

MS tipo C.R.D.A. da 60 t I Serie

Dislocamento:63 t
Lunghezza:28 mt
Larghezza: 4,3 mt
Pescaggio: 1,5 mt
Propulsione: 3 motori a benzina Isotta Fraschini per una potenza di 3.450 hp.
Velocità massima: 34 nodi
Armamento: 2 mitragliere da 20 mm, 2 tubi lanciasiluri da 533 mm, 2 siluri da 450 mm, 6-8 bombe di profondità


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