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La storia
Fra gli eventi più importanti che rivoluzionarono il mondo politico ed economico europeo del XV secolo sono da ricordare la caduta di Costantinopoli, conquistata dagli ottomani, la fine delle ultime dominazioni arabe in Spagna, la conclusione della guerra dei 100 anni con il raggiungimento dell'unità nazionale della Francia e l'affermazione del principio di equilibrio fra gli stati italiani.
Il dilagare dei turchi nel medio oriente, nell'europa balcanica e nei possedimenti arabi lungo le coste africane provocò la chiusura delle vie commerciali con l'oriente; la volontà di trovsare nuove strade che sostituissero quelle interrotte o rese difficilmente praticabili, condusse gli stati atlantici, in particolare quelli come Portogallo e Spagna, che erano nella migliore posizione geografica e avevano in quel momento maggiori risorse economiche, a finanziare spedizioni di esplorazione.
Tutte le straordinarie imprese marittime di quel periodo furono possibili grazie ai progressi tecnici compiuti nel campo della costruzione navale, i quali, quando il percorso delle rotte atlantiche cominciò a diveneire usuale, aprirono orizzonti fino allora impensabili nell'arte del navigare.
Protagoniste delle prime imprese di navigazione oceanica furono le caravelle (bastimenti ideati e realizzati nella penisola iberica fra il XIV ed il XV secolo), piccole navi di nuova concezione, leggere, bisognose di un equipaggio poco numeroso e capaci di destreggiarsi con sicurezza nei viaggi lungo coste sconosciute, esplorando passaggi insicuri e spingendosi nei fiumi.
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Nel 1492, per effettuare il primo viaggio di esplorazione, i sovrani spagnoli concessero a Cristoforo Colombo proprio due caravelle, ed egli per completare la flotta aggiunse la Santa Maria (il cui nome o soprannome precedente era "Gallega") uan nao, ovvero un tipo di cocca o caracca.
Il motivo per cui Colombo accettò l'offerta di Juan de la Cosa, proprietario e capitano della Gallega, e affittò, in gran parte a proprie spese, un pesante e poco manovriero bastimento mercantile in luogo di una terza caravella, non è ben noto, ma è probabile che egli abbia ceduto all'ambizione di avere una capitana più grande, maestosa e comoda, che ben figurasse di fronte ai regnanto orientali con i quali sarebbe sicuramente entrato in contatto. |
La Santa Maria andò invece in secca la notte del 24 dicembre 1492 sulle coste dell'isola di Hispaniola (Haiti), nei pressi dell'odierna Cap-Haitien.
Il mare era tranquillo e la sciagura fu provocata dal fatto che gli uomini di guardia sul ponte, contavvenendo alle consegne. Si erano addormentati ed altrettanto aveva fatto il timoniere, che aveva ceduto il timone al mozzo, incaricandolo soltanto di sorvegliare la clessidra.
Il ragazzo, inesperto, non seppe riconoscere il rumore dell'onda che si infrangeva sulla barriera corallina e portò la nave ad incagliarsi.
Colombo, destatosi, dette subito l'ordine di armare la lancia, di poprtare un'ancora oltre la scogliera ed alare con una gomena la Santa Maria, ma il capitano Juan de la Cosa, perse la testa e si diresse, invece, con la piccola imbarcazione verso la Pinta; quando finalmente le lance della caravella arrivarono a soccorrere l'ammiraglia era ormai troppo tardi, perché le onde l'avevano sospinta sugli scogli, traversandola, per di più, la bassa marea peggiorò la situazione, aprendo nello scafo alcune falle irreparabili.
Il giorno successivo il carico della nao fu recuperato e Colombo decise di costruire sul luogo un forte, che chiamò Nadividad, dove lasciò i 39 membri dell'equipaggio della Santa Maria, come i pionieri di una nuova colonia spagnola.
LA NAVE
La prima ricostruzione al vero della Santa Maria fu eseguita nel 1892 dal governo spagnolo nell'Arsenale di La Carraca, presso Cadige: la nave riuscì ad attraversare a vela l'Atlantico ripetendo il viaggio di Colombo con condizioni metereologiche pessime, ma rivelò qualità nautiche molto scadenti (che peraltro lo stesso Colombo avevav sempre lamentato riguardo all'originale).
Tra il 1927 e il 1929, in occasione dell'esposizione ibero-americana di Siviglia, fu costruita in grandezza naturale una Santa Maria con caratteristiche di caravella (una replica del 1951 venne ancorata a Barcellona di fronte all'antico Arsenale come attrazione turistica).
Altri due esemplari della nao furono prodotti nel 1964 basandosi sui piani di Josè Martinez Hidalgo, direttore del museo navale di Barcellona, e nel 1991, nell'imminenza delle celebrazioni del V centenario della scoperta dell'America, il governo spagnolo fece realizzare un'ulteriore riproduzione della nave, che attraversò di nuovo l'Atlantico.
Il disegno della Santa Maria che qui presentimao mostra una nave di aspetto più antiquato rispetto alle ricostruzioni tradizionali.
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Costruita, infatti, molti anni prima del viaggio, essa doveva avere linee simili a quelle delle tante caracche o cocche che navigavano nella seconda metà del XV secolo: forma panciuta con murate un po' rientranti, prora e poppa rotonde, modesta elevazione del cassero a poppa e un casottino per alloggi alla sua sommità.
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