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La Santissima Trinidad

La Santissima Trinidad, costruita nel 1769, fu un prodotto unico nel campo dell’architettura navale, che era in pieno rigoglio intorno alla metà del XVIII secolo.
Costruita nell’Arsenale dell’Avana, a Cuba, dove in seguito sarebbero state realizzate circa cento navi da guerra per la Marina Spagnola, era stata progettata adottando pressocchè completamente il “sistema inglese” introdotto dall’emigrante irlandese Matthew Mullan e da suo figlio Ignacio.
La nave di linea a 3 ponti, decaduta circa 50 anni prima, stava ora tornando in auge; era però più lunga in chiglia ed aveva una diversa distribuzione dei pesi, per rendere lo scafo più stabile.
Ad esempio il vascello a tre ponti britannico Sandwich (varato nel 1759) non aveva alcun cannone sul castello e cassero in modo da concentrare i pesi il più basso possibile.

Sir Thomas Slade, progettata la classe Sandwich, realizzò poi la Victory che, su castello e cassero, armava soltanto 12 pezzi da 6 libbre.
Tuttavia la Santissima Trinidad non seguì completamente la nuova tecnica costruttiva ormai accettata, in quanto sui ponti superiori aveva 26 pezzi.
Indubbiamente questa distribuzione dei cannoni la rese poco stabile e manovriera, tanto che, quando giunse a El Ferrol nel 1770 per l’addestramento e le prove, il suo piano di carico e l’attrezzatura subirono sostanziali modifiche.
Nel 1796 fu convertita in nave a quattro ponti (armata dapprima con 144, poi con 130 e, infine, con 136 cannoni), ma lo squilibrio risultò ancora più evidente; inoltre, le modifiche non migliorarono affatto le sue già scadenti qualità veliche, cosicché la nave venne universalmente considerata un’unità pesante e goffa.
Nonostante l’insoddisfacente distribuzione dei suoi pezzi di artiglieria, la Santissima Trinidad era una nave robusta e rimase in servizio per circa 35 anni.
Poco prima delle 14.20 del 21 ottobre 1805, durante la battaglia di Trafalgar, l’unità già sottoposta al fuoco della Victory, fu disalberata da 2 bordate del vascello britannico Neptune.

Il capitano di vascello Dighy, comandante dell’Africa, accortosi che la Santissima Trinidad non mostrava più la propria bandiera, ritenne che il suo comandante intendesse arrendersi e così inviò una piccola squadra di abbordaggio per prenderne possesso.
Gli spagnoli informarono l’ufficiale inglese che la comandava di non aver alcuna intenzione di arrendersi e lasciarono che la squadra si allontanasse indenne, attenendosi al comportamento cavalleresco a quei tempi in vigore fra avversari.
La nave rimase inoffensiva ed immobile per qualche ora, mentra la battaglia continuava ad infuriarle intorno, finchè Richard Grindall, comandante della Prince, mandò una squadra con l’ordine di catturare la Santissima Trinidad come preda di guerra e far prigioniero il suo comandante.
Purtroppo, nel corso della tempesta seguita alla battaglia, la nave risultò così ingovernabile al rimorchio, che l’ammiraglio Collingwood ne ordinò l’affondamento circa 10 miglia a ponente di Tariffa.

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